Domenica XIII
San Martino 1/07/23
In che modo possiamo riassumere ciò che abbiamo sentito nel vangelo di oggi:
magari possiamo riassumerlo in questo modo: Dio è uno e tutto. Dio è infinito
onnipotente, onnipresente, lo contiene tutto, non c’è niente al di fuori di lui.
E l’uomo davanti a questo mistero si deve aprire totalmente a Dio, alla sua unità e
totalità. E quando l’uomo fa così abbiamo espressioni come quella di Santa Teresa
di Gesù: solo Dio basta. Oppure Dio solo.
Amare Cristo per amare davvero tutti
Cerchiamo di capire queste parole di Gesù che sembrano così esigenti: sembra
voler dire che dobbiamo amare lui e disprezzare altro. Luca, per esempio, nel suo
evangelo è più radicale: che segue me e non odia suo padre, sua madre…Cosa vuol
dire?
Gesù vuole insegnarci che tutto deve partire da lui, appunto perché è l’unico e il tutto.
Gesù non vuole dire che non dobbiamo amare i nostri cari. Certamente dobbiamo
amarli, ma non possiamo amarli al di sopra di lui: abbiamo esperienza che a volte
l’amore a qualche cosa mi può allontanare da lui: soprattutto l’amore a noi stessi: a
volte non sono disposto a rinunciare a quello che mi fa comodo e so che mi
allontana da Gesù, perché amo più me di Gesù.
Ma non solo ci insegna che non dobbiamo amare nulla al di spora di lui, ma che per
amare veramente altre cose: me stesso, padre, madre, figlio, moglie…devo amare
Gesù.
Quando Cristo dice Chi ama padre o madre più di me non è degno di me, non è che
vuole che tu ami un tuo parente solo un po’, vuol dire che devi amarlo sapendo in
quell’amore è presente Cristo. Devo amare in Cristo. Il pericolo è amare padre o
madre come se quello fosse qualcosa totalmente al margine di Dio; e non vedendo
che in quel rapporto di amore col padre, madre, marito è presente Cristo. Se non
sono consapevole di questo, allora quell’amore non sarà autentico. Non sarà
autentico, non sarà reale e non sarà duraturo. Nessun amore può lasciare da parte
Gesù. In tutto ciò che io sono chiamato ad amare è presente Cristo.
L’amore di Cristo per noi e di noi per lui deve essere il modello e l’immagine di ogni
amore. Se per esempio amo mia moglie o marito senza alcun riferimento a Cristo
allora quando in quel rapporto di amore avverranno delle difficoltà, perché
comincerai a vedere i difetti, limiti, tante cose che magari prima non vedevi,
l’amore per lui si spegnerà, solo se amiamo Cristo al di sopra di tutto potremo
portare avanti quel rapporto di amore malgrado tutte le difficoltà.
Il vero amore verso gli altri non può prescindere dell’amore di Gesù: dobbiamo
amare in Cristo, Cristo è immagine e modello di ogni amore, Cristo deve essere
presente in ogni nostro amore, questo è il senso del mandato di Gesù.
Perciò Gesù ci chiedi di rinnegare noi stessi e prendere la croce. Come dice
Sant’Agostino: se l’uomo si perde amando se stesso, evidentemente rinnegandosi,
si trova.
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Prenda la croce
Gesù ci invita a caricare con la nostra croce per aiutarlo Gesù a caricare col peso dei
nostri peccati per la redenzione di tutti gli uomini.
Diceva Santa Teresa Benedetta della croce:
“Sulla via crucis, il Salvatore non è solo, e non è circondato soltanto da nemici che
lo perseguitano. Sono presenti anche coloro che lo sostengono: la Madre di Dio,
modello di coloro che, in ogni tempo, seguono l'esempio della croce; Simone di
Cirene, simbolo di coloro che accettano una sofferenza imposta e, in questa
accettazione, sono benedetti; e Veronica, immagine di coloro che l'amore porta a
servire il Signore. Ogni uomo che, in seguito, ha portato un destino pesante
ricordandosi della sofferenza del Salvatore, oppure ha liberamente fatto opera di
penitenza, ha riscattato un po' dell'enorme debito dell'umanità ed ha aiutato il
Signore a portare il suo fardello. Anzi, è Cristo, Capo del Corpo mistico, a compiere
la sua opera di espiazione nelle membra che si prestano con tutto il loro essere,
corpo e anima, alla sua opera di redenzione.
Possiamo supporre che la vista dei fedeli che lo avrebbero seguito sulla sua via di
sofferenza, abbia sostenuto il Salvatore nel giardino degli Ulivi. E il sostegno di
questi portatori di croce gli è stato di aiuto in ciascuna delle sue cadute. I giusti
dell'Antica Alleanza lo accompagnano tra la prima e la seconda caduta. I discepoli,
uomini e donne, che aderirono a lui durante la sua vita terrena lo aiutano dalla
seconda alla terza stazione. Gli amanti della croce, che egli ha suscitato e susciterà
ancora lungo tutte le vicissitudini della Chiesa combattente, sono i suoi alleati fino
alla fine dei tempi. A questo anche noi siamo chiamati. Santa Teresa Benedetta
della Croce [Edith Stein] (1891-1942 Am Fuss des Kreuzes (trad : Il presepio e la
Croce)
Santa Teresa Benedicta de la Cruz
Edith Stein, (1891-1942), carmelita descalza, mártir, copatrona de Europa
Amor por la Cruz, 24 nov. 1934 (OOCC. COEDITORES: Edit. De Espiritualidad; Edit.
Monte Carmelo; Ediciones El Carmen. Vol. V, pag.623)
“Si alguno quiere venir detrás de mí, que renuncie a sí mismo, cargue con su cruz,
y me siga.”
El Salvador no está solo en el camino de la cruz y no sólo hay enemigos que le
acosan, sino también hay hombres que le apoyan: como modelo de los seguidores
de la cruz de todos los tiempos tenemos a la Madre de Dios; como tipo de aquellos
que asumen el peso del sufrimiento impuesto y soportándolo reciben su bendición,
tenemos a Simón de Cirene; como representante de aquellos que aman y se
sienten impulsados a servir al Señor está Verónica. Cualquiera que a lo largo del
tiempo haya aceptado un duro destino en memoria del Salvador sufriente, o haya
asumido libremente sobre sí la expiación del pecado, ha expiado algo del inmenso
peso de la culpa de la humanidad y ha ayudado con ello al Señor a llevar esta carga;
o mejor dicho, es Cristo-Cabeza quien expía el pecado en estos miembros de su
cuerpo místico que se ponen a disposición de su obra de redención en cuerpo y
alma. Podemos suponer que viendo a estos fieles que le habrían seguido en el
camino del dolor, fortaleció al Salvador en la noche del monte de los olivos. Y la
fuerza de estos portadores de la cruz viene en su ayuda después de cada caída. Los
justos de la Antigua Alianza le acompañan en el camino entre la primera y la
segunda caída. Los discípulos y discípulas, que se reunieron en torno a El
durante su vida terrena, son los que le ayudan en el segundo tramo. Los amantes
de la cruz que El suscitó y que nuevamente y siempre suscitará en la historia
cambiante de la Iglesia militante, son sus aliados en el tiempo final. A ello hemos
sido llamados también nosotros.