Gesù afferma la volontà del Padre anche di fronte alla Croce.
La corrispondenza tra l’Angelus e la
Passione di Cristo è l’obbedienza. È la verginità: l’obbedienza attraverso una croce e una
resurrezione, da cui sgorga una inesauribile fecondità per l’uomo. Nell’affermazione di Cristo «non
la mia, ma la Tua volontà sia fatta» consiste il riconoscimento del Mistero che fa tutte le cose: è il
sacrificio che permette la verità di un rapporto. La compagnia di Cristo all’uomo oltraggiata
dall’uomo stesso è la tragedia più grande della storia, eppure il disegno buono di Dio passa proprio
attraverso questo male. Solo la fedeltà a Cristo anche dentro il sacrificio può condurre l’uomo
all’esperienza della Resurrezione. Solo fissando la croce l’uomo percepisce quanto sia necessario
aderirvi per la propria salvezza e per quella del mondo intero.